Convenientiae: Veneto III

854 giugno, monastero femminile di S. Maria (Verona)

Di fronte a molti testimoni, tra cui i rappresentanti del patriarca di Aquileia Tendemarius e del conte Bernardus di Verona, la badessa di Santa Maria Antica, Eufrasia, promette, a seguito di un precedente processo, di voler rimanere soggetta al monastero di Santa Maria in Organo.

Originale, in Verona, Archivio di Stato, AAV, VIII, S. Maria in Organo, App. * n. 12 [A].

Edizione: ChLA² LIX, 19.

[+ In nomine] domini nostri Ihesu Christi. Cum convenientibus in unum et congregatis in monasterio sem[per]q[u]e virginis Dei genetricis Marie puellarum[1] sito infra civitate Verona, ubi nunc presenti tempore Eufrasia abbattissa esse videntur, ibique convenientem Rodemario[2] venerabile abbate monasterio semperque virginis Dei genetricis Marie sito foris porta Organi[3] una cum confratribus suis et monachis monasterii quod appel[latu]r Organo, videlicet Audiberto, Gisseldramo, Adelberto prebiteris, Rumaldo diacono adque [Vua]lperto diacono et misso Tendemarii[4] sanctissimo patriarche, et eciam cum eis Vualtari[o] [et] Iso sculdassis[5], Grauso[6], Gisulfus scavinis et missi scilicet Bernardo inlustrissimo c[o]miti[7] et cum eis Ingibertus de Flubio[8], Notardus Allamanno[9] vasus, Vualtario sculdassius, Traso et Petrus germanis de Gebitus[10], Petrus de Castro, Ragibertus medicus, Sigo, Ardericus, Ursibertus et Audibertus de Vicencia et reliquis bonis hominibus tam abitatores civitatis quam et aliis locis istius comitati[11]. Ante quorum omnium presencia adveniens Eufrasia abbatissa[12] predicti monasterii: in eodem conventu una cum sororibus suis Dei ancillis, professe sunt quod semper sub ordinacione et iure adque potestatem fuisset patriarchii Atquilegensis et semper omnem obedienciam et servicium et mandatum adimplissent ad abbate qui pro tempore in monasterio Sancte Marie ad Organo fuisset, secundum hoc iudicatum quam aput ipso monasterio continetur, nec nullam in alia parte pertinencia abuisset; nam et predicta abbatissa quoram omnibus supra leguntur, professa est quod ab Maxencio[13] patriarcha ipsa quoque abbatissa ordinata adque per eum consecrata extiterat et potestatem monasterie ab ipso patriarcha per baculum suum et fune campane ecclesie ipsius monasterii acceperit et aliquando ab iure et disposicione adque ordinacione ad abbates monasterii Sancte Marie de presente vel futuro tempore numquam se nec posse nec velle omnino promisit, set hoc cupere et desiderare merito, ut omnibus diebus abbati predicti monasterio Sancte Marie qui ibidem pro temporibus fuerit obediret, adque sub eius dicione et ordinacione semper maneret, una s[e]cum et cetere ancille Dei quia in eodem monasterio Sancte Marie professe sunt vel qui ibidem in f[u]turo adveniunt, secundum hoc iudicatum qui in ipso monasterio factum est, ipsas sub pot[esta]tem monasterii Sancte Marie ad Organo debuissent permanere absque ullius contradiccio[ne], et finitum est. Unde et hac noticia professionis qualiter actum est scripsi ego Lupo notarius[14] ex iussione domno Bernardo inlustri comiti vel ex dictato de suprascriptis scavinis, anni domni nostri Hl[o]thario gloriosissimo imperatore anno tregesimo quinto et domno inuictissimo Hludovuico imp[eratore] filio eius anno quinto del mense iunio indictione secunda feliciter.

 

NOTE STORICHE

[1] Tradizionalmente, si identifica questo monastero con Santa Maria in Solaro a Verona, che sarebbe stato fondato nel 744/745 da due donne, Autconda e Natalia (Fainelli, I, 33; così anche Santoni, ChLA², LX, p. 99; sull’atto di fondazione Castagnetti 2011, p. 5). Si tenga, tuttavia, presente che, in seguito allo scavo compiuto nel cortile del Tribunale a Verona, Peter Hudson ritrovò delle buche risalenti all’VIII secolo, destinate all’estrazione di malta e materiale da costruzione che dovette essere servito per la costruzione della chiesa e monastero di Santa Maria Antica, all’angolo nord-est del cortile del Tribunale. Poiché l’unica testimonianza a Santa Maria in Solario anteriore all’XI secolo è una lettera papale di dubbia attendibilità risalente al 919, Hudson ipotizza che quello fondato nel 744/745 fosse il monastero di Santa Maria Antica (Hudson 1985). Se si considera verosimile questa ipotesi, allora anche il monastero nominato in questo documento era quello di Santa Maria Antica, sottoposto a Santa Maria in Organo (Kehr 1923, pp. 253-254)

[2] Nell’853 concesse in locazione a due fratelli alcuni territori nel gardesano (Fainelli, I, 189).

[3] Su Santa Maria in Organo si veda anche Veneto 4.

[4] Partecipò nell’855 alla sinodo di Pavia (Gams 1857, p. 773); la sua presenza in quest’occasione è dovuta al fatto che il monastero di Santa Maria in Organo era direttamente dipendente dal Patriarca di Aquileia (Mor 1964, p. 68).

[5] La funzione di sostituti del conte, che qui assumono Vualtario e Iso, era tipica della carica di sculdascio (Castagnetti 1990b, p. 27).

[6] Grauso ottenne il titolo di scabino dopo essere stato notaio; come tale, infatti, è nominato in un documento dell’855, ove si dice che un terreno era stato venduto in precedenza da Grauso notaio (Fainelli, I, 197). Nell’846, è nominato tra gli esecutori testamentari di Engelberto di Erbè, di cui forse era parente (Fainelli, I, 181; Castagnetti 1990b, pp. 59-60). Come scabino, Grauso partecipa anche al placito dell’856 (Veneto 5). Nell’862 compie una permuta con i canonici della chiesa veronese, grazie alla quale ottiene un terreno vicino a Gazzo (Fainelli, I, 227).

[7] Nel capitolare dell’846-7 di Lotario (MGH Capit, II, 203, Capitulare de expeditione contra Sarracenos facienda) si nomina un Bernardo; Ariperto Petro si definisce suo vassallo sottoscrivendo a Verona nell’846 il testamento del vescovo Billongo (Fainelli, I, 182). Un diploma dell’860 emanato da Ludovico II in favore del monastero di Bobbio (Cipolla, Codice Diplomatico di Bobbio, I, 60) ci informa sul possesso di una corte nel territorio di Garda da parte di Bernardo, per la quale egli pagava un censo al monastero. Bernardo accompagnò Ludovico II a Roma, presso papa Sergio II, nell’844. Nell’855 partecipò a Frisinga a una controversia che contrapponeva il vescovo Anno di Frisinga e il vescovo Odalschalcs di Trento. Fu inviato da Ludovico a Roma assieme al conte Adalberto, in occasione dell’elezione a papa di Benedetto III. In questa occasione egli sostenne le volontà imperiali anche con atti violenti, per appoggiare la candidatura di Anastasio, uomo di fiducia dell’imperatore (Delogu 1968, pp. 157-158). Nell’856 tornò a Verona dove partecipò a un placito (Manaresi, 60). Sempre a Verona, testimoniò nell’862 a una permuta. Partecipò, insieme a Boderado conte palatino, alla spedizione dell’870 a Roma voluta da Ludovico II per ottenere la condanna papale alla suddivisione della Lotaringia tra i fratelli dell’imperatore (Hlawitschka 1960, pp. 148-151 con riferimenti).

[8] Fibbio, presso il castello di MontorioVeronese.

[9] La presenza di un Alamanno alla professione di Eufrasia è da Castagnetti considerata espressione di una tendenza comune, per il IX secolo: spesso, dichiara lo studioso, personaggi di origine franca o alamanna assistevano ad atti di pubblica rilevanza, in cui fossero presenti autorità pubbliche di rilievo (Castagnetti 1990b, p. 33; vedi anche Veneto 5).

[10] Zevio (VR).

[11] Si tratta della seconda menzione del comitato veronense (Castagnetti 1990a, p. 171 e Castagnetti 1995, p. 36).

[12] Dell’845 è il documento con cui Ludovico II confermava Eufrasia badessa (Fainelli, I, 177).

[13] Forse Manentius (811-833) (Gams 1857, p. 773).

[14] Redige una compravendita a Verona il 2 maggio dell’862, tra Teudero e Rumaldo abate di S. Maria in Organo (Fainelli, I, 225); il 28 luglio del medesimo anno registra il rifiuto da parte di Rimperto vasso del defunto Audo vescovo di ricevere da Rumaldo abate (di cui sopra) il pagamento dovuto per riscattare dei territori Sezano (Fainelli, I, 226); il 4 dicembre dello stesso anno registra una permuta tra i rectores della schola sacerdotum veronese e Grauso scabino (Fainelli, I, 227); il 21 maggio dell’865 redige, ancora per Rumaldo abate di S. Maria in Organo, un contratto di livello (Fainelli, I, 232).

Presentazione Convenientiae: Introduzione

Indice

Convenientiae: Veneto I
Convenientiae: Veneto II
Convenientiae: Veneto III
Convenientiae: Veneto IV
Convenientiae: Veneto V
Convenientiae: Veneto VI
Convenientiae: Inq 1
Placiti Veneti: Introduzione

 

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