La Fortezza di Poggio Imperiale

 

Poggio Imperiale, al cui interno il Centro ha avuto la sua sede dalla fondazione fino al 2012, costituisce un esempio straordinario nel processo di formazione della trama paesaggistica ed insediativa dell’area collinare della Toscana centrale. Corrisponde ad un esteso rilievo con quota massima di 200 m slm, posto sull’immediato ovest della cittadina di Poggibonsi. Occupa una superficie di circa 12 ettari, La Fortezzacontenuta all’interno di una monumentale cortina muraria medicea ed oggi destinata prevalentemente ad uso agricolo.
Ai suoi piedi si è sviluppato il centro di origine bassomedievale che attualmente rappresenta uno dei poli di concentrazione più rilevanti della piccola e media industria valdelsana. Nel 1155, Guido Guerra dei Conti Guidi vi fonda Poggio Bonizio, che si costituì Comune nel 1185 su intervento dell’imperatore Federico I detto il Barbarossa. L’insediamento conosce un repentino sviluppo demografico ed urbanistico, grazie anche all’attiva presenza imprenditoriale (commercianti, cambiatori ed artigiani); nel corso del XIII secolo assume i connotati di una “quasi città”. Le vicende politiche di Podium Bonizi si legarono strettamente a quelle del partito ghibellino e della città di Siena, in netto contrasto con Firenze. Ciò portò alla sua distruzione nel 1270. L’imperatore Arrigo VII, nel gennaio 1313, iniziò la ricostruzione di un insediamento fortificato cui dette il nome di Monte Imperiale. Dopo pochi mesi, la morte dell’imperatore determinò l’interruzione del progetto ed una nuova distruzione ad opera dei fiorentini. La Fortezza - Veduta dall'altoLa collina continuò comunque a costituire un punto di controllo strategico in un’area da sempre di confine. Lo dimostra Lorenzo dei Medici affidando a Giuliano da Sangallo la costruzione della fortezza di Poggio Imperiale. Verso il 1510 cassero e mura erano già stati realizzati.
Il progetto originario della fortezza non venne però portato a termine, viste le sorti dell’antico Stato Senese, e, da allora, sino ai nostri giorni l’area è rimasta ad uso agricolo. Nell’ambito del progetto “Carta Archeologica della Provincia di Siena” si è proceduto, fra 1991 e 1992, ad un’indagine preliminare per valutare il potenziale archeologico della collina, coniugando la ricognizione di superficie con il trattamento al calcolatore di una serie di fotogrammi aerei scattati a varie scale.